Calabria Post

mercoledì 12 maggio 2010

Arrestato boss Arena e sequestrati alla mafia beni per 20 milioni di euro


sequestro beni mafia  Un boss della 'ndrangheta latitante è stato arrestato questa mattina dai carabinieri in provincia di Crotone, mentre in un'altra operazione la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 20 milioni di euro a un clan.
 
Lo rendono noto Carabinieri e Fiamme gialle.
 
Fabrizio Arena, classe 1980, ricercato per mafia, omicidio ed estorsione, è stato arrestato dai carabinieri. Si nascondeva in una palazzina di Steccato di Cutro.
 
Il latitante, figlio del boss Carmine Arena ucciso nel 2004 a colpi di bazooka, secondo gli inquirenti è un elemento di primo piano del clan omonimo.
Mentre, in un'altra operazione, i finanzieri di Reggio Calabria hanno sequestrato conti correnti in banche della capitale e immobili a Roma e Reggio riconducibili al clan di 'ndrangheta Alvaro della piana di Gioia Tauro, per un valore complessivo stimato di 20 milioni di euro.
 
Gli immobili erano nella disponibilità del boss Carmine Alvaro.
 
Fonte: Reuters
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martedì 11 maggio 2010

Stalking e armi: tre arresti a Reggio

Stalking e armi: tre arresti a Reggio



armi 11 / 05 / 2010 Due arresti sono stati eseguiti dalle "volanti" dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Reggio Calabria. Nella mattinata di ieri e' stato tratto in arresto un italiano per stalking in danno della ex coniuge, mentre nel pomeriggio, nel corso di un'attivita' anticrimine finalizzata alla prevenzione di rapine, sono stati individuati due italiani del quartiere Archi CEP, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e stupefacenti, con una micidiale cal. 9 con matricola abrasa.
Nel corso della perquisizione domiciliare sono state rinvenute altri due pistole, perfette riproduzioni di una semiautomatica calibro 9 e di un revolver di grosso calibro, entrambe prive di tappo rosso che sono state sottoposte a sequestro.
Indagini sono in corso per accertare ulteriori responsabilita' degli arrestati.
Fonte: Agi


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lunedì 10 maggio 2010

Incidente treno-furgone a Casali vicino Cosenza

 Il camion sarebbe rimasto incastrato nel passaggio a livello
passaggio livello  Una tragedia evitata.Un convoglio delle Ferrovie della Calabria ha investito un furgone.
Il fatto e' avvenuto questa mattina nella zona di Casali, nei pressi del centro storico di Cosenza. Il furgone da quanto si e' appreso, stava tentando di oltrepassare un passaggio a livello, quando le sbarre hanno iniziato ad abbassarsi e il mezzo sarebbe rimasto incastrato.
  Il macchinista del treno, carico di gente, perlopiù pendolari, sarebbe riuscito pero' a frenare, evitando il peggio. Secondo i primi rilievi,  infatti, si sono registrati solo alcuni feriti in modo lieve. Dai primi accertamenti, inoltre, pare che  il furgone, adibito a  trasporto componenti di edilizia, sia  stato speronato dal treno solo nella  parte posteriore.
                scritto da Angela Mendicino

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venerdì 7 maggio 2010

No alla conversione a carbone della centrale Enel di Rossano

L'amministratore della Provincia di Cosenza sostiene che questo progetto non rispetta il territorio calabrese
centrale enel di rossano ''Il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e' contrario ad ogni ipotesi di riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano''. Lo precisa una nota dell'ufficio stampa dell'Ente intermedio.
''Tale riconversione e', infatti - si legge - inconciliabile con le potenzialita' di sviluppo di un territorio che costituisce un punto di forza per una prospettiva di crescita sostenibile dell'intera Calabria. Un'area nella quale il settore agroalimentare di qualita', le vocazioni turistiche e il tessuto produttivo non possono essere mortificate. La salvaguardia dell'agricoltura e del turismo ambientale, infatti, mal si coniugano con i fattori di inquinamento che scaturirebbero dalla presenza di una centrale a carbone''.
Dopo aver ricordato che gia' nel 2004 il Consiglio regionale della Calabria (Chiaravalloti presidente) aveva escluso dal Piano Regionale per l'Energia l'utilizzo del carbone nella regione e che lo stesso orientamento e' stato ribadito piu' volte nel corso di questi anni, il presidente Oliverio manifesta netta contrarieta' ad un'operazione che non rispetta le vocazioni territoriali e che, nei fatti, mira a declassare un'intera zona da area di pregio ad area inquinata.
''E' troppo facile - aggiunge Oliverio - riempirsi la bocca con parole come salvaguardia dell'ambiente, della qualita' della vita e della salute dei cittadini, se poi, noi per primi, offendiamo l'ambiente, dando il via ad operazioni che sono in netto contrasto con la vocazione e con l'orientamento delle popolazioni e dei sindaci dei comuni interessati''.
''Per questo motivo, in piena sintonia con i sindaci, gli amministratori, le forze sociali, gli ambientalisti, gli operatori turistici locali, il consorzio degli albergatori e la stragrande maggioranza dei cittadini interessati -conclude il presidente della Provincia di Cosenza- ci opporremo con tutte le nostre forze e con tutte le nostre energie a qualsiasi tentativo di riconversione della Centrale Enel di Rossano. Territori come la Sibaritide -conclude- meritano tutto il nostro impegno e quello di quanti vogliono impegnarsi e lavorare per realizzare uno sviluppo sostenibile, pienamente rispettoso della natura, dei territori e di quanti abitano e vivono su di essi''.
inserito da: Angela Mendicino

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martedì 4 maggio 2010

Colto insieme a una prostituta a Sibari

Arrestato dai carabinieri un uomo di Rende per sfruttamento e favoreggiamento di clandestinità
prostitute sibari  Come dire colto in flagranza di reato. Si tratta di sfruttamento della prostituzione. I Carabinieri di Terranova da Sibari (sullo Ionio cosentino) hanno arrestato D.R.L., 50enne disoccupato di Rende.
L’uomo è stato notato dai militari nei pressi dello svincolo autostradale di Tarsia Sud, in località Ferramonti, alla guida della propria Fiat Punto con a fianco una donna di colore, mentre di dirigeva in direzione di Cantinelle. Fermato per un controllo, l’uomo è apparso in evidente imbarazzo.
Un atteggiamento che ha insospettito gli agenti che hanno deciso di  approfondire il controllo. La donna, una cittadina nigeriana di 28 anni, apparentemente vestita normalmente, ma nella borsetta i militari trovano 25 preservativi, abiti succinti, una bottiglietta d’acqua ed un portavivande, tutti elementi che rivelano l'attività della donna legata alla prostituzione.
Nell’auto dell’uomo, invece, è stata trovata  una fotocopia del passaporto della donna, ritrovamento che lascia supporre che l’incontro non sia occasionale. Scattate le indagini, i militari hanno interrogato i due e perquisito  le loro abitazioni a Rende.
A casa della donna, oltre ad una confezione di 140 preservativi, è stato trovato il contratto d’affitto dell’appartamento che risulta intestato all’uomo.
Quest'ultimo, insomma, avrebbe fatto da prestanome alla donna, per non avere problemi sull’affitto di casa. Non solo. Lui fungeva  da accompagnatore e ogni giorno portava la donna in località Cantinelle dove lei  aspettava i clienti. Dalle indagini è emerso il  reato di sfruttamento della prostituzione, in quanto, l'uomo avrebbe preteso in cambio della sua "protezione"  30euro al giorno “a titolo di rimborso spese”, dalla cittadina nigeriana, oltre a  prestazioni sessuali a sua richiesta. 
I reati dunque sono di favoreggiamento della prostituzione e della permanenza clandestina di straniero privo di permesso di soggiorno. Con queste accuse, l'uomo è finito in manette e il Pubblico Ministero  della Procura  di Castrovillari ne  ha disposto la carcerazione.
Per la donna, invece, un permesso di soggiorno.  
                       Angela Mendicino

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