
Il Governatore uscente della Calabria è a colloquio con il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani che, a meno di colpi di scena, gli confermerà la necessità di fare un passo indietro.Una scelta necessaria anche alla luce delle figure messe in fila dal Pd nell'ultima settimana: prima la sospensione delle primarie – in cui gli antagonisti principali erano proprio Loiero e Giuseppe Bova – e poi l'annullamento in fretta e furia dell'autoconvocazione a Lamezia Terme di 1.800 dirigenti regionali del Partito democratico che si sarebbero dovuti riunire questa mattina per affrancarsi definitivamente da Loiero. A capitanare l'esercito Mario Pirillo, europarlamentare e fino a ieri intimo di Loiero.Dopo l'incontro con Loiero in mattinata lo stesso Bersani incontrerà nel corso della Direzione nazionale i delegati calabresi del Partito democratico e, in quella occasione, saranno messi sul tavolo carte e problemi.Le carte sono quelle dei candidati da proporre contro il favorito Beppe Scopelliti, che correrà con il Pdl e che ha appena imbarcato tra i sostenitori "I Demokratici" di Enzo Sculco, consigliere regionale uscente di Crotone per il Pd e condannato anche in secondo grado per una serie di gravi reati. Un uomo potentissimo, oltre che una vera e propria macchina da voti.L'approdo dei "Demokratici" sull'altra sponda – che garantirà al movimento politico un nome nella lista Pdl alle regionali – ha scatenato la reazione dell'onorevole lametina del Pd Doris Lo Moro che ha rinfacciato a Scopelliti un uso ignobile della questione morale e della trasparenza. Scopelliti non ha fatto una piega e ha rintuzzato l'attacco divagando sul problema dei tre mandati consiliari con i quali si trova a fare i conti il Pd calabrese.I nomi sul tavolo del Pd saranno quelli dell'attuale presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio (ma la Provincia tornerebbe dopo appena un anno alle elezioni), dell'attuale assessore all'Ambiente, lo stimato Silvestro Greco, l'attuale vicepresidente, Domenico Cersosimo, un tecnico molto accreditato, professore di economia, che in più di un'occasione ha salvato l'immagine della Regione, e il consigliere regionale Sandro Principe, figlio di Francesco, potente bandiera socialista per quasi 70 anni in Calabria, vicino a Loiero e lontano dal presidente del consiglio regionale calabrese, il settantenne Giuseppe Bova.Sull'asse Bova-Bersani si giocheranno soprattutto le carte di Mario Maiolo, attuale assessore regionale al Lavoro e alla programmazione comunitaria. Lo stesso Bova, nei giorni scorsi, sarebbe stato convinto via mail dallo stesso Bersani a cancellare l'autoconvocazione dei 1.800 a Lamezia, con la promessa che di Loiero non sentirà più parlare. E proprio il nome di Maiolo, in queste ore in cui il traffico di telefonate e mail tra Roma e Reggio Calabria è quanto mai intenso, sta prendendo quota, anche perché sembrerebbe estremamente gradito anche ai vertici ecclesiastici.Ma oltre ai nomi dei candidati, sul tavolo di Bersani ci saranno anche i problemi. Uno su tutti: il rapporto con l'Italia dei valori (Idv), che non riesce a capire perché il centrosinistra non si raccolga intorno al nome di Pippo Callipo, candidato Governatore del partito di Antonio Di Pietro. "Se non va bene Loiero – dichiara al Sole-24 Ore il commissario regionale Ignazio Messina – non vanno bene neppure i loierani Greco e Maiolo. Si convincano loro della necessità di stringersi intorno a Callipo".Messina ha però mandato nei giorni scorsi il capogruppo regionale, Maurizio Feraudo, a parlare con Maiolo, che vanta un buon rapporto personale con Callipo. Callipo – dopo l'assicurazione che è svanita la possibilità che il Pd candidi l'attuale presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose – potrebbe accordarsi con lo stesso Maiolo sull'allargamento della coalizione di centrosinistra e sul superamento del dualismo che favorirebbe inevitabilmente il centrodestra, già avvantaggiato in ogni sondaggio. Prima, però, bisognerà che l'Idv superi il dualismo tra lo stesso Di Pietro e l'astro nascente e ingombrante Luigi De Magistris che, sul nome di Callipo, non vorrebbe proprio recedere.
Sole 24 Ore
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