Calabria Post

martedì 13 aprile 2010

Immobile confiscato alla mafia diventa ostello per immigrati regolari.

A Crotone le linee guida per l'integrazione

Nella città pitagorica dal 2003 ad oggi si sono registrate oltre 5 mila residenze

immigrati crotone «Destiniamo un immobile confiscato alla ‘ndrangheta ad ostello per l’accoglienza dei cittadini immigrati che vivono in città a cielo aperto». Una proposta  lanciata dall’assessore comunale alla Cultura di Crotone, Silvano Cavarretta, durante la conferenza pubblica sull’immigrazione convocata alla sala Raimondi per presentare agli stranieri “Incubatore virtuale”, un progetto d’avviamento ad attività imprenditoriali rivolto a 70 cittadini extracomunitari maggiorenni, dimoranti in provincia e reclutati attraverso bando pubblico.
Intanto ieri, nella sala Raimondi, più che della prima accoglienza degli immigrati, si è cercato di parlare della loro integrazione nel tessuto sociale, economico e produttivo della città.
I numeri sull’immigrazione, registrati in provincia di Crotone negli ultimi sette anni, dicono che, i cittadini extracomunitari, non sono certo una parte marginale dello strato sociale cittadino. Dal 2003 ad oggi, infatti, sono state ben 5.078 le residenze catalogate sul territorio con la presenza di 93 differenti nazionalità al loro interno.
«Sono numeri – ha commentato il consigliere con delega all’Immigrazione, Francesco Pesce – che necessitano di un intervento più articolato e programmato da parte dell’Amministrazione comunale che deve governare un fenomeno non più transitorio, ma volto al consolidamento di interi nuclei famigliari».
Attraverso “Incubatore virtuale”, infatti, l’Ente pitagorico intende fornire attività di consulenza, formazione, sensibilizzazione e tutoraggio al management d’impresa per i cittadini stranieri non comunitari. È un progetto che, accanto all’obiettivo principale – dare lavoro e quindi l’estensione dei diritti di cittadinanza al cittadino immigrato – prevede anche azioni trasversali tese a favorire l’integrazione dei 70 partecipanti al bando pubblico.
Ciò che si intende realizzare attraverso “Incubatore virtuale” sono soprattutto piccole attività commerciali di tipo etnico, come negozi di artigianato straniero e botteghe di suppellettili tribali (batik, bogolan, statuette, maschere e altro).
Il Comune di Crotone, dal suo, metterà a disposizione del progetto professionisti di comprovata esperienza, che si preoccuperanno di sostenere la fase di “start-up” (inizio ed avvio) dell’attività, di affiancarle con azioni commerciali, di marketing e di consulenza amministrativa e contabile.
Le domande, per tutti coloro che ne fossero interessati, andranno presentate al Comune mediante raccomandata postale o consegna a mano all’Ufficio protocollo, entro e non oltre le ore 13 del 27 aprile prossimo.
Il modulo è scaricabile dal sito web ufficiale del Comune (www.comune.crotone.it, sezione “Atti pubblici-bandi”); oppure è possibile ritirarlo direttamente presso gli uffici di piazza della Resistenza.
Per gli immigrati inoltre è possibile contattare i numeri di rete fissa 0962.921532/921239. I requisiti d’ammissione sono il regolare permesso di soggiorno, la residenza in provincia di Crotone, la maggiore età, la conoscenza della lingua italiana, non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali pendenti in territorio italiano.
Il progetto è stato ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria il 30 luglio 2008 per un importo di 50mila euro, cui si aggiungono ulteriori 5mila messi a disposizione dall’Ente pitagorico.
 Fonte: Calabrianotizie

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